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Visualizzazione dei post con l'etichetta Riflessioni

Perché far pagare l’Imu anche ai territori della solidarietà e della accoglienza? - di Vincenzo Andraous

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Don Enzo Boschetti con alcuni ospiti della Casa del giovane a Pavia.   Facciamo pagare l’Ici o l’Imu anche alla Chiesa! L’affermazione è così perentoria da non lasciare scampo al dubbio. Piuttosto credo, perché lo so, perchè ho avuto modo di constatarlo di persona, che gli edifici della Chiesa sono territori della solidarietà e della accoglienza che diventa salvezza della vita, un servizio vero e senza orpelli a contrassegno per trarre di impaccio chi è piegato nella disperazione. Facciamo pagare l’Ici o l’Imu anche alla Chiesa! L’affermazione è così perentoria da non lasciare scampo al dubbio , fa intendere, che, lì, dove Cristo sta alla croce e gli uomini ai suoi legni, c’è un bel po’ di magna magna, quanto meno di furbetti da una parte e di allocchi dall’altra. Quando la coperta è troppo corta e il popolo adirato, c’è sempre spazio per alimentare il desiderio di forche dialettiche, mentre le eventuali risposte svelanti truffe e raggiri fanno  mancare le domande all’appello,...

Eretici e corsari - di Luigi Gaudio

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È il titolo dello spettacolo teatrale che abbiamo visto al Piccolo Teatro di Milano. Il titolo rimanda ad alcuni scritti di Pasolini, ma la sintonia tra Pasolini, Gaber e Luporini si gioca tutta attraverso il comune denominatore di un altro termine, illuminante e omnicomprensivo: anticonformismo. Pasolini, Gaber e Luporini, infatti, sono accomunati da un singolare, irriducibile, persino ostinato anticonformismo. Me li immagino oggi irridere ai nostri conformismi, davanti al governo Monti, davanti alla morte di Steve Jobbs e di Giorgio Bocca, salutati come santoni universali dei giorni d’oggi, l’ultimo poi emblema del più conformista e osannato dei giornali italiani dalla intellighenzia dominante. Me li immagino già, soprattutto, che irridono i loro stessi interpreti, i quali indulgono ad un conformismo di lettura, nel senso che ormai c’è un modo di leggere Pasolini e Gaber, che è conformista, che privilegia certe canzoni di Gaber, o certi testi (“Qualcuno era comunista” e “Io se fossi ...

Steve Jobs: "L'unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che fate"

Riprendiamo un breve brano dal discorso che Steve Jobs ha tenuto a Stanford nel 2005, e che costituisce un' ottima sintesi di cio' che puo' rendere umano un lavoro, e una vita: "Qualche volta la vita ti colpisce come un mattone in testa. Non perdete la fede, però. Sono convinto che l'unica cosa che mi ha trattenuto dal mollare tutto sia stato l'amore per quello che ho fatto. Dovete trovare quel che amate. E questo vale sia per il vostro lavoro che per i vostri affetti. Il vostro lavoro riempirà una buona parte della vostra vita, e l'unico modo per essere realmente soddisfatti è fare quello che riterrete un buon lavoro. E l'unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che fate. Se ancora non l'avete trovato, continuate a cercare. Non accontentatevi. Con tutto il cuore, sono sicuro che capirete quando lo troverete. E, come in tutte le grandi storie, diventerà sempre migliore mano a mano che gli anni passano. Perciò, continuate a cercare sino a ch...

La Bellezza rende tale un’aula scolastica – Luigi Gaudio

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Alcune riflessioni di questa settimana, come quella di Stefano Versari sul sito ADI, e quella di Silvano Tagliagambe sul sito Education due punto zero, mettono profondamente a tema il seguente interrogativo: "può un ambiente scolastico favorire l'apprendimento?" Noi siamo convinti di questo, senza raggiungere eccessi radicali di comportamentisti o altri. Per questo, riportiamo qui sotto alcuni passaggi dell'intervento di Stefano Versari nel corso della introduzione al seminario internazionale: "Il dito e la luna", organizzato dall'ADI (associazione Docenti Italiani) a Bologna il 25 e 26 febbraio 2011. La nostra mente ha bisogno di luoghi privilegiati, deputati, di dimore in cui essere favorita e sostenuta nella sospensione del tempo in cui il pensiero si sofferma. Non a caso il termine aula deriva dal greco e sta , in una delle sue accezioni, per dimora . Dunque l'aula è la dimora scolare in cui si esercita l'azione del pensiero. Chiediamoci al...

Cosa c’entra Gardner con Don Giussani? - di Luigi Gaudio

Mi ha colpito la singolare convergenza intellettuale di due persone che appaiono tra loro, per il resto, indubbiamente diverse, per non dire in contrasto, su molti altri aspetti. Eppure, è possibile rileggere il senso religioso con le parole di Gardner e le intelligenze multiple con le parole di Don Giussani, come dimostrerò qui sotto. IL SENSO RELIGIOSO CON LE PAROLE DI GARDNER Riguardo le questioni fondamentali della vita, quelle che per Don Giussani costituiscono il substrato profondo di ogni uomo, dice Gardner nel corso di una intervista rilasciata a John Brockman: “Ci sono domande a cui ogni essere umano è interessato fin dalla tenera età. Sono domande che i bambini fanno continuamente: "Chi sono, da dove vengo, di che cosa è fatto questo, che cosa mi capiterà, perché la gente fa la guerra, perché c'è l'odio? Esiste un potere superiore?" Domande di questo tipo, anche se i bambini di solito non le fanno con queste parole, sono presenti nei loro giochi, nelle loro ...