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Maturità: i casi disperati … dei docenti - di Luigi Gaudio

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C'era una volta lo stress da maturità. Si diceva "la matura fa paura" e la nostra generazione ha vissuto la notte prima degli esami come uno dei riti di passaggio più traumatici e complicati. Adesso, invece, ad essere stressati sono i docenti. I due casi di cronaca di cui hanno riferito i giornali nelle scorse settimane sono emblematici. Da una parte una docente di Bronte che cerca di passare la versione al figlio, e per questo viene sospesa dalla commissione di maturità (non dal servizio, per fortuna sua). Dall'altra una docente di Palermo, convinta di non avere valutato correttamente i compiti dei candidati agli esami di maturità, si è tagliata le vene tentando il suicidio. Si tratta di casi estremi, ma che dimostrano un disagio sia nella condizione del genitore, sia in quella del docente: un disagio indice di una mancanza di serenità, di consapevolezza del proprio ruolo, che ciascuno di noi svolge certamente con dubbi e  fatiche, ma che non dovrebbe portare a quest...

Abolire il valore legale dei titoli anche per Renzi (PD) - di Luigi Gaudio

Questa volta non solo i Giovani industriali, come il loro rappresentante Jacopo Morelli, ma anche un esponente di spicco, anche se un po' scomodo talvolta, del PD, come Guido Renzi, sindaco di Firenze, a concordare sulla necessità di abolire il valore legale dei titoli. I giovani hanno bisogno non di assicurazioni come c'erano una volta (il posto fisso, il pezzo di carta, ecc...), perché queste, nel confronto con la realtà del mondo del lavoro, si sono rivelate illusioni assolutamente non corrispondenti alla realtà. Possibile che nessuno capisca che un conto era l'Italia che usciva dalla guerra, con determinati problemi sociali, e un altro conto è l'Italia del 2011? Luigi Gaudio se vuoi tenerti informato sulle cose che faccio, sottoscrivi la newsletter gaudio.org in questa pagina web http://www.gaudio.org/news/?p=subscribe&id=1  e conferma l'iscrizione cliccando sulla email di conferma

La matura non fa più paura (e si studia di meno) - di Luigi Gaudio

Da un’ indagine condotta dal portale studentesco studenti.it, in collaborazione con SWG, su oltre 800 maturandi, risulta che il 23% studia meno di un’ora al giorno ed il 29% non più di due-tre ore. Insomma, solo 1 candidato su 4 passa sui libri sei ore al giorno. Questo è quanto pubblicato sul sito Tecnica della Scuola il 13 giugno 2011 da  Alessandro Giuliani. Le considerazioni che ci sentiamo di fare sono le seguenti: N on è vero che questo dipende dal web , ma dal fatto che le prove non sono poi così impossibili e assurde come temono sempre i ragazzi. L’anno scorso il testo di Primo Levi e il saggio breve sulla ricerca della felicita, quello sul ruolo dei giovani nella storia e nella politica, o quello sulla eventualità di presenza della vita su altri pianeti hanno convinto anche i più riottosi della fattibilità dell'esame. Attenti però a non sottovalutarlo, a preparare bene la seconda e la terza prova scritta, e a fare una tesina che non sia un collage raffazzonato dal web, ma ...

Giuste le tracce impreviste all'esame di stato – di Luigi Gaudio

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E' giusto che all'esame di stato ci siano compiti imprevisti, perché il nostro diploma dovrebbe corrispondere al livello 4 dello standard EQF, in cui (a differenza del livello 3) l'alunno deve essere in grado di affrontare situazioni non note. Accade sempre più spesso che nel corso dell'esame di stato qualche candidato esca con affermazione di questo genere: "Ma questa cosa non l'avevamo studiata in letteratura" nel corso della prima prova. Oppure: "Questo argomento non faceva parte del programma" nella materia della seconda prova. Infine, una lamentela del genere compare anche durante la terza prova, soprattutto se a elaborarla è qualche commissario esterno. Risultato: sembra esserci il diritto che le prove di esame siano tutte in linea con le prove già effettuate durante l'anno. Vale la pena, allora, di far presente ai ragazzi, che ciò che distingue il diploma dalla qualifica è proprio la capacità di applicare le proprie conoscenze ad una s...

Immaturi: ecco i guai del valore legale titolo di studio - di Luigi Gaudio

Il Tribunale di Palermo ha condannato alcuni presidi e impiegati di istituti privati che distribuivano titoli falsi, ed ha annullato la validità del diploma di oltre cento persone. Sembra la trama del film "Immaturi", ma certe volte la realtà supera la fantasia Eppure ci sarebbe un modo molto semplice per evitare il proliferare di diplomifici: l'annullamento del valore legale del titolo di studio. In questo modo, il Diploma del Liceo varrebbe in quanto Diploma di Quel Liceo, non in quanto titolo statale, insomma acquisterebbe un valore sostanziale solo se davvero in quella scuola si lavora in un certo modo, non perché c'è il timbro dello stato. Tuttavia, come in tutto ciò che riguarda la scuola, in Italia c'è un immobilismo preoccupante anche su questo fronte, e intanto si moltiplicano le disparità e le ingiustizie, ed una persona è avvantaggiata dal suo "cento" acquisito in una scuola più "facile", mentre un'altra è penalizzata perché nell...