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Ma il voto in pagella è la stessa cosa della certificazione delle competenze? - di Luigi Gaudio

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Il problema che si è evidenziato quest'anno con la certificazione alla fine dell'obbligo è la contraddizione fra gli esiti delle prove sulle conoscenze e i livelli di competenza raggiunti. In altri termini, alcuni alunni, magari indolenti e incostanti, se non addirittura del tutto assenti o ostili al lavoro scolastico, hanno dimostrato invece, magari, di avere competenze, anche ad un livello avanzato. Ma questo, invece di essere un problema, potrebbe essere una risorsa, qualcosa che mette in crisi l'idea che noi abbiamo di quel ragazzo, totalmente negativo, nullo o inesistente, che però, si scopre, avere delle doti nascoste. Questo mostra un fianco scoperto della nostra scuola, che è brava a bocciare, ma non sempre a promuovere o valorizzare, che talvolta esclude o emargina alcuni, che potrebbero invece essere recuperati. Il punto infatti è come "recuperare" quegli alunni, come interessarli, coinvolgerli, sviluppare le loro capacità, e non come liberarcene, perché...

Fare l'orto a scuola - di Luigi Gaudio

Il progetto vincitore di un concorso per le scuole di "Repubblica on-line" è stato il progetto "Per una scuola ecosostenibile" del liceo scientifico Enrico Fermi di Bari, che propone la trasformazione degli spazi aperti della scuola in verde destinato alla frutticoltura, alla coltivazione degli aromi e addirittura alla vendita dei prodotti al di fuori della scuola stessa A me sembra che questa proposta possa essere utilmente fatta propria da altre istitutuzioni scolastiche. Oltretutto, siamo a conoscenza di una pratica simile realizzata presso l'Istituto Tecnico Agrario "Castiglioni" di Limbiate, ma l'esperienza di Bari dimostra che una pratica del genere non è specifica di un indirizzo di studi, e può essere condotta a diversi livelli in molto ambienti scolastici.. Queste sono le occasioni in cui emergno le competenze trasversali di cui oggi tanto si parla (lavorare in gruppo, progettare, risolvere problemi, ecc...). Sono convinto infine che attiv...

Valutare le competenze in situazione - di Luigi Gaudio

Partiamo da una definizione di competenza, dello studioso Le Boterf: “I soggetti competenti sono in grado di mobilitare ed integrare risorse conoscitive ed affettive interne ed esterne per affrontare problemi inediti, non riconducibili a soluzioni di routine, che si presentano in contesti reali significativi attraverso performance efficaci ed efficienti, secondo modalità eticamente e socialmente condivisibili” (Le Boterf, 2000) Quindi, la competenza deve essere manifestata, altrimenti non si vede. Perciò, per poter attribuire a qualcuno una competenza bisogna vederla in azione. Il soggetto competente cambia le strategie di fronte alle situazioni, si sa autoregolare, non è rigido. Occorre quindi proporre agli allievi delle prove in cui queste capacità sono valorizzate. Il compito deve essere complesso, poiché la competenza include una varietà di componenti, fisici e psicologici. Un esempio potrebbero essere le prove situate: Per approfondire, leggere la prove situate Prove situate Le pr...

Le competenze in Francia – di Luigi Gaudio

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La Francia ha costruito un livello delle competenze in tre tappe, corredato dai compiti degli insegnanti, comprese le prove di valutazione, che porta alla costituzione di un libretto delle competenze che accompagna l'alunno lungo tutto il corso di studi. Riportiamo gli articoli dal 6 al 9 del Decreto n. 2007-860 del 14 maggio 2007, che riusciamo a leggere con facilità anche noi, che non abbiamo competenze in lingua francese. Teniamo presente che il "college" equivale più o meno alla nostra scuola media, e che il "socle commun" è lo zoccolo comune di conoscenze e di competenze, dettagliato nella normativa francese. Speriamo che questa lettura sia di buon auspicio e fonte di cambiamento per chi, tra noi, ha salutato con un pregiudiziale rifiutato a suo tempo la proposta del portfolio delle competenze di morattiana memoria, e oggi rifiuta ogni apertura alla certificazione progressiva e continua delle competenze Article D311-6 Le livret personnel de compétences e...

Certificare le competenze … in Svizzera - di Luigi Gaudio

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Mentre noi ci stiamo affannando e, come sempre, non programmiamo prima le cose, ma le facciamo solo se costretti da una imposizione esterna, o da una scadenza, gli Svizzeri da tempo hanno lavorato sugli standard di valutazione delle competenze. Si tratta di un insieme di rubriche delle competenze, cioè un elenco di criteri che vanno applicati alle singole attività didattiche, le abilità che si vanno a verificare. In realtà anche in Italia c'è chi ha lavorato (per esempio nella provincia di Treviso) da tempo in questo campo, ma la cosa bella della Svizzera è che, alla fine, si è giunti a mettersi d'accordo su questi standard, e così tutti gli alunni svizzeri sanno che saranno valutati su questi aspetti, nella lingua di scolarizzazione (lingua 1), nelle lingue straniere (lingua 2), in matematica e nelle scienze naturali. Per nostra fortuna, una di queste "lingue di scolarizzazione" è appunto l'italiano, e così ci è possibile comprendere facilmente se questi standard...

La versione di latino palestra delle competenze, dal noto al non-noto - di Luigi Gaudio

In questi giorni ho osservato alcuni alunni di liceo scientifico e ho scoperto che la versione di latino (ma vale anche per quella di greco per gli alunni del classico) risulta essere uno scoglio quasi insormontabile. Proprio di questi tempi, in cui sta scoppiando, soprattutto alle superiori (negli altri ordini di studi l’effetto si è diluito negli anni) la fobia dei test INVALSI, mi chiedevo qual è il rapporto fra le prove di valutazione che usualmente facciamo con i nostri alunni in classe, e questi nuovi “test”. Mi è venuta al proposito la famosa espressione del prof. Dario Antiseri, secondo la quale in un liceo scientifico la prova più autenticamente scientifica è la versione di latino. Sintetizzando queste riflessioni sparse, sono giunto alla conclusione che per prepararsi ai test INVALSI non occorre fare altro, se non quello che già facciamo, nel momento in cui costringiamo i nostri ragazzi a fare un compito non ripetitivo o meccanico, ma un compito che costringe a passare dal no...